Quasi sempre è come pare
La convocazione dei Carabinieri le aveva mandato a monte una vacanza che aspettava da tempo. Linda non vedeva il padre da più di vent'anni, e lo odiava profondamente, ma sembrava fosse morto in circostanze equivoche, e non poteva evitare quell'ultimo atto. Laggiù un lontano parente le trasmette l'ultimo messaggio del padre… " mi ha implorato di dirti che lassù», e indicò con il dito un punto immaginario verso la montagna, «a casa, c'è qualcosa che ti aspetta; “qualcosa,”, mi ha detto, “messo da parte solo per lei.”»
«Tieni!» Aveva aggiunto, senza concederle il tempo per rispondere. «In questa busta ci sono le chiavi della Faggeta, la casa di tuo padre, un foglietto con le indicazioni per raggiungerla, e il numero di telefono del notaio Padellaro, che ti cerca per l’eredità. Il mio numero di telefono lo conosci. Se hai bisogno di qualcosa, chiamami: lo tengo sempre acceso.»
Quindi, di colpo l'aveva salutata, e si era avviato spedito, come se avesse esaurito la propria missione nella vita di Linda, e fosse obbligato a correre altrove.
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Capitolo I
Non riusciva a fare a meno di chiedersi che tipo di donna fosse diventata. Come fosse riuscita a escludere dalla propria vita quell'uomo, che pure le era padre; come era riuscita a cancellarne anche il ricordo fisico; come aveva potuto sentirsi indifferente alla sua sorte! E perché, invece, adesso il pensiero di lui si era insediato nel suo cervello, senza lasciare spazio ad altro.
Era tutta colpa del treno, si disse, e di quelle rotaie infinite che rallentavano lo scorrere del tempo. La poltrona del vagone ferroviario dava la stura alle sue riflessioni esistenziali.
Forse aveva ragione il suo ex fidanzato, che alla fine aveva alzato bandiera bianca di fronte ai suoi continui mutar di pelle. Ora allegra e leggera, addirittura superficiale nei suoi entusiasmi improvvisi, ora silenziosa, complicata, irritabile e musona, Linda Ferretti forse era... solo una donna.
E Marco, il suo ex, solo un uomo!
Era arrivata alla soglia dei trenta, e da tempo aveva deciso di festeggiare il compleanno a Napoli.
Se lo meritava! Se l'era ripetuto anche quando, a distanza di due giorni dalla partenza, era giunta la telefonata dei Carabinieri, che la invitavano a presentarsi al Comando provinciale di Reggio Calabria, "per comunicazioni personali", aveva aggiunto il telefonista, aprendole un buco nello stomaco.
Che avesse a che fare con la morte del padre? Era l'unica ipotesi che le venisse in mente, dopo la telefonata da laggiù del cugino Bartolo, di cui sino ad allora aveva ignorato l'esistenza.
"Per me è già morto da ventisei anni!" Gli aveva risposto, glaciale. "Non me ne importa nulla", aveva concluso, chiudendo il colloquio. Adesso i Carabinieri... non poteva essere un caso! "Comunicazioni personali..."
Ci sarebbe andata, naturalmente, ma non aveva nessuna intenzione di rinunciare a Napoli, a quel mondo, alla sua gente, a quella fantasia che colorava di azzurro anche il cielo grigio. Ma la comunicazione dei Carabinieri l'aveva messa in agitazione.
L'invito, per quanto garbato, l'aveva turbata, e le aveva fatto tornare in mente di aver conosciuto il Prefetto di Reggio, quando ancora era il Vice Prefetto Vicario di Milano.
All'epoca, avevano sviluppato un rapporto di stima professionale, ma anche molto cordiale, in nome del quale lei gli aveva promesso una telefonata, se mai si fosse trovata a passare da quell'estremo lembo d'Italia. Adesso cercava di convincersi di non essere andata troppo fuori dalle righe, chiamandolo davvero.
Pure lui era stato molto amichevole: «insomma, è riuscita a pescare l'unico periodo di questo anno in cui non sarò in sede, dottoressa!» L'aveva bonariamente rimproverata, «ma vedrà che i Carabinieri saranno molto professionali. Spero di rivederla!» Aveva concluso, rammaricato.
Il treno filava via, di tanto in tanto sibilando tra gli scambi, ma ancora era lontana dalla meta.
Le riaffiorò alla mente il pensiero della telefonata dei Carabinieri, e cercò di scacciarlo pensando alla storia che aveva appena chiusa con Marco. Sì, perché, in fondo in fondo, era stata lei a non lasciargli scelta.
Sapeva di non avere un buon carattere, Linda, e avrebbe voluto correggerlo. Tuttavia, quando le passava per la testa quella riflessione, il finale non era mai scontato, perché doveva fare i conti con l'umore del momento che, se non già scontroso in partenza, quasi sempre virava al brutto in pochi secondi, forse proprio a motivo di quel pensiero.
All'inizio l'aveva divertita osservarne l'aria interdetta che i suoi mutamenti d'umore stampavano in viso al fidanzato.
«Sei fantastica!» Osservava lui, con ammirazione, le prime volte. «Sei così imprevedibile...una continua sorpresa!» Poi, nel giro di qualche mese, quella fantastica imprevedibilità si era evoluta in insopportabile instabilità, evidentemente. E Marco aveva preso la stessa strada dei suoi, per altro non numerosi, predecessori.
Ed eccola ancora lì, sul treno per Napoli a cercare di leggersi dentro, prima dei trenta, e prima di rimettere piede in quella Calabria da cui si era allontanata a quattro anni, con la manina aggrappata a quella, affettuosa, di zia Angela.