Una storia tinta di bianco
Due misteriosi borsoni, abbandonati ai lati del portone della Banca d’Italia di Genova, mettono in allarme le forze dell’ordine.
Un attentato fallito? L’ennesimo gesto dimostrativo della solita formazione terroristica? Un’intimidazione mafiosa? Indaga sul caso il dirigente della DIGOS, il vicequestore Occhipinti, calabrese spedito in Liguria, che dovrà vedersela con giovani dei centri sociali alla ricerca di una rivoluzione 2.0, ndranghetisti di vario rango, e una intrigante giornalista d’assalto.
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Capitolo primo
Questura di Genova
DIGOS
A
-Internosicurezza 555/224-555/op Roma
-Prefettura Genova
04042020 Cat E.2_/DIGOS/Sez. Info punto
OGGETTO: pacchi, plichi, buste e borse sospette.
Nella serata di ieri personale dipendente è intervenuto in questa via Dante, presso la sede della Banca d'Italia, ove personale dell'Arma Carabinieri aveva segnalata da la presenza di borse sospette, posizionate ai lati del portone d'ingresso dell'edificio.
Sul posto sono intervenuti anche gli operatori del Gabinetto regionale di polizia scientifica, che hanno proceduto a mettere in sicurezza la zona interessata e consentire, quindi, gli artificieri i quali, al fine di neutralizzare ogni eventuale meccanismo di innesco, hanno scaricato il cannoncino ad acqua contro gli involti sospetti. Questi ultimi, rimasti semidistrutti dall'acqua ad alta pressione, verosimilmente contenevano un numero imprecisato di brick di latte della Parmalat, del tipo Zymil ad alta digeribilità, con scadenza nei prossimi giorni. Da immediato sommario esame, il liquido presente all'interno dei brick parrebbe essere effettivamente latte; sono comunque in corso specifici accertamenti da parte della polizia scientifica.
Il gesto non è stato al momento rivendicato, né si sono rinvenute scritte in merito.
Sono attualmente al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della Banca.
Autorità giudiziaria informata dall'Ufficio Prevenzione Generale reati, intervenuto nell'immediatezza dei fatti.
Questore Vegliante.
* * *
Tutta quella fatica per niente! Marzia Semenza, cronista free lance temporaneamente in forza al Secolo XIX, si era precipitata fuori dalla redazione come un fulmine, aveva bruciato due semafori e aveva piantata l'auto praticamente al centro della strada, per cosa? Delle inquietanti confezioni di latte!
La scena era stata pure divertente, alla fine, se si voleva guardare il lato comico della cosa: la strada chiusa da nastri rossi e bianchi; auto di Polizia e Carabinieri, lampeggianti accesi ad illuminare drammaticamente d'azzurro le vecchie mura delle case; due artificieri con tanto di pesantissima protezione e, a prudente distanza, una discreta folla di curiosi. Lei era riuscita a penetrare nella zona rossa calzando, prontamente, delle soprascarpe usa e getta come quelle usate dal personale della Scientifica sul luogo di un delitto. L'accorgimento l'aveva fatta passare per una "collega" agli occhi degli agenti impegnati nell'operazione, e aveva potuto scattare anche alcune fotografie, prima che il cannoncino ad acqua della squadra artificieri venisse scaricato contro i borsoni, e ne rivelasse il pallido contenuto.
Si era aspettata qualcosa di più drammatico. Qualcosa che potesse agguantare l'interesse dei lettori. E invece...Ma sì! Si incoraggiò tornando alla macchina, non era certo uno scoop, ma un pezzo per l'edizione dell'indomani ne sarebbe comunque venuto fuori. Poteva essere stato utile esserci. Magari con un titolo come "Allarme alla Banca d'Italia. Inquietante messaggio ancora da chiarire", qualche copia in più si sarebbe venduta. Certo, lei aspirava ad affermarsi come cronista di nera, non come addetta alla rubrica "Mestoli in cucina", e però, pensò, poteva costruire un pezzo tra il serio e l'ironico, mettere un po' in ridicolo l'intervento dei tutori dell'ordine e lasciare comunque sul lieto fine l'ombra di un inquietante avvertimento... di un folle? Un anarchico? O magari di Al Qaeda... Già, forse poteva provare a dare un significato al contenuto dei borsoni. I musulmani avevano regole alimentari particolari, dettate direttamente dal Corano. Chissà come veniva considerato il latte?
Non ebbe il tempo di completare la riflessione perché, alzando lo sguardo alla ricerca dell'auto, non la vide! Eppure, era sicura di averla lasciata all'altezza della rivendita di giornali. Possibile che ricordasse male! Si guardò intorno, ansiosa, e la riconobbe, laggiù in fondo alla strada, trascinata via dal carro attrezzi della municipale.